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STORIA DEL DLF CIVITAVECCHIA

DAL 1970 AL 2000
A CURA DI MORUCCI FIORAVANTE
                                                      
Nel 1970, per scelta sindacale, mi sono presentato alle elezioni del DLF Civitavecchia.
Risultai secondo eletto dopo Giovanni Zaccuri per un solo voto di differenza. Quando seppi il risultato, mi venne da sorridere e ripensai alle parole di Barella, titolare della stazione di Furbara, che il giorno in cui passò il seggio volante mi vide votare la lista del mio sindacato, lo SFI, dando tutte e sette le preferenze ammesse. Barella disse che ero un illuso. Tra l’altro il giorno dello scrutinio, ero a letto con la febbre. Mi si presentò a casa Zaccuri, preoccupatissimo che io chiedessi la nomina di presidente nonostante i voti. Lo rassicurai, sarebbe stato contrario ai miei principi. Così iniziò il mio primo quinquennio al DLF. Fui nominato Vice Presidente e Consigliere alla cultura. Ricordo con particolare affetto l’attività di consigliere in quanto, grazie soprattutto all’aiuto Di Tavani Vincenzo riuscii a creare una sezione pittura che fece mostre in città e partecipò a numerose Iniziative compartimentali facendosi sempre onore. Ancora oggi i quadri di quel gruppo di pittori( Tavani Vincenzo ,Pietro , Sopranu , Bellu , Guida , Zanfrisco  e altri ) abbelliscono le pareti del sodalizio .Furono tutti donati gratuitamente. Vincenzo Tavani e suo figlio Pietro hanno dipinto lo splendido affresco del salone della nuova sede, sala che a lui dedicammo. Riuscimmo ad organizzare anche per due anni una mostra di cinematografia a passo ridotto che ebbe un buon successo. Cominciò nuovamente a funzionare la biblioteca   dotata di numerosi nuovi volumi. Tuttavia il lavoro più importante per il sodalizio fu quello di chiedere in concessione il terreno di Zampa d’Agnello dove oggi sorge in nostro centro sportivo. L’ area era molto diversa da come si presenta oggi, gran parte era più in basso rispetto all’attuale sede, di circa 5 metri ed era attraversata da due elettrodotti ENEL. L’idea di sfruttamento dell’area nacque in collaborazione con l’amico e Consigliere Bastianelli Iro. Venne recepita dal Consiglio e facemmo la regolare richiesta. La proposta venne accettata dall’azienda e l’area divenne disponibilità del sodalizio.

 In quel periodo io lavoravo a Villa Patrizi e, approfittando di ciò, chiesi un incontro con il capo dell’UFFICIO IX LAVORI ING. D’Alessio. Ricordo che dopo avergli esposto le nostre finalità, fu gentilissimo e mi mise a disposizione un suo collaboratore per cercare di sfruttare l’area al meglio. Il suo collaboratore si chiamava Aloisi Sandro, persona che nel tempo divenne grande amico del nostro dopolavoro. Ci riunimmo insieme io e Aloisi e cercai di spiegarli cosa di massima desideravamo realizzare, in primo luogo un campo di calcio. Aloisi si prese alcuni giorni di tempo per cercare di trovare soprattutto al CONI i tipi di impianto omologabili in base alle misure disponibili . Trascorse circa un mese, poi ci incontrammo di nuovo e mi mostrò il frutto delle sue fatiche. Aveva fatto un ottimo lavoro e sfruttato al massimo tutta l’area. Mi feci dare una copia del progetto da mostrare al Consiglio per la relativa approvazione. In consiglio non ci furono critiche di alcun genere e ci augurammo tutti di poter realizzare l’opera. Decidemmo di affiggere nel salone bar di piazza Regina Margherita il progetto .Il mattino dopo quando scesi per prendere il caffè vidi che sul disegno era stato scritto a grandi caratteri
“ILLUSIONE“.
Conservai agli atti del sodalizio quel documento. Trascorsero i cinque anni di mandato e furono indette nuove elezioni. Questa volta fui eletto con il maggior numero di preferenze. Fui quindi eletto Presidente. Ma, cosa più importante, fu eletto consigliere per la CISL RICCIARDI RICCARDO il mio più grande amico. E’ inutile dirlo, a convincerlo a partecipare alle elezioni ero stato io. Ricciardi lo avevo conosciuto in seconda media. Abbiamo fatto insieme le medie, cinque anni di ragioneria, fatto lo stesso concorso, siamo entrati in ferrovia lo stesso giorno e sposato due compagne di scuola. Ricciardi venne eletto Vice Presidente.           Alla prima riunione dei Presidenti del Compartimento chiesi il finanziamento per realizzare la nuova sede prevista nel progetto di Zampa d’Agnello. Riuscii dopo una lunga discussione a far approvare un finanziamento di trenta milioni.                                                                                                                                      La delibera passò anche il visto dell’Ufficio Centrale del DLF e divenne operativa. Avevamo comunque un grande problema.  In base al piano regolatore della città tutto il terreno di Zampa d’Agnello era destinato al verde. Come sodalizio fummo però fortunati perché riuscimmo a convincere l’allora Sindaco Vincenzo Jovine della bontà, sotto il punto di vista sociale, del progetto di realizzazione del centro sportivo e riuscimmo ad avere la licenza costruzione. La posa in opere della prima pietra nel 1978 fu una grande festa. Nell’angolo lato Roma della sede appena entrati fu interrato in un cilindro di stagno una bellissima pergamena, opera di un ferroviere, unico per le sue molteplici attività e per il suo talento, Zanfrisco Giuseppe, allora Consigliere del sodalizio. Pergamena che riporta i nomi e le firme del Consiglio Direttivo e del Direttore Compartimentale Ing. Isgrò. Con la posa della pietra sorse il problema di trovare i finanziamenti, dato che i trenta milioni approvati dal DLF Centrale milioni accordati dal DLF Centrale, che abbiamo poi restituito a rate annuali, bastavano appena per realizzare il rustico della prima parte del manufatto. Dopo una attenta analisi di quello che potevamo fare, proposi al Consiglio Direttivo di dedicarci al turismo . Campo nel quale eccellevano già i dopolavori di Bologna e La Spezia. Vista la posizione geografica di Civitavecchia pensai che la località più sfruttabile per il turismo fosse la Sardegna. La Sardegna offriva come oggi posti stupendi poco conosciuti. Approvammo in consiglio di mandare, alla ricerca delle strutture alberghiere e di trasporto il Segretario Trionfera e il Consigliere al turismo Giuseppe Colombo. Al loro rientro illustrarono quanto era a disposizione tra cui un Hotel Centro Vacanze di nuova costruzione situato a Cala Gonone il PALMASERA e come ditta per i trasporti la ditta Asara di Arzachena. Alcuni giorni dopo chiesi un incontro al proprietario Ferruccio Checchi. Ci incontrammo negli uffici di via Nomentana. Entrammo subito in sintonia e stipulammo un accordo molto favorevole al ns. sodalizio. Mi armai di libretti del Touring Club e cercai di programmare un itinerario interessante ma soprattutto nuovo. Nacque così la gita che prevedeva la partenza alla sera, arrivo e giro della Costa Smeralda, la visita di Orgosolo e di Nuoro ma soprattutto una escursione lungo il golfo di Orosei in battello. La preparazione del libretto turistico mi richiese un lavoro intenso di oltre quattro mesi, necessario per prendere accordi commerciali e elaborare gite che fossero appetibili al mercato. Stampammo il libretto unitamente alle locandine che abbiamo cercato di mandare quasi in tutti gli impianti d’ Italia. Creai un gruppo solo dedicato a questo, a capo del quale nominammo il veterano dei Consiglieri, Renato Di Carlo. Renato era stato a sua volta Presidente e Commissario del DLF ed agli inizi non recepiva bene le nostre nuove idee, ma in seguito divenne uno dei miei più fraterni collaboratori. E’ rimasto al mio fianco fino all’ultimo e convinsi il successivo presidente di utilizzarlo ancora anche se aveva superato novantanni. Iniziò così l’avventura turistica del DLF. Ci fu subito un avvio molto positivo, soprattutto il merito fu della gita in Sardegna che incontrò il favore dei ferrovieri e anche di altri sodalizi come l’ETLI di Roma L’ACI per i quali organizzammo molti gruppi. Non tutto andò sempre tranquillo. Ci fu un momento in cui credemmo di vedere svanire la realizzazione tutto il progetto. Le FS dovevano spostare il deposito locomotive e fra le aree da scegliere per la nuova ubicazione c’era anche Zampa d’Agnello. Ci venne in aiuto l’allora Direttore Compartimentale, molto amico del sodalizio, Ing. Isgrò. Fu scelta l’area della sottostazione elettrica. Potemmo così tirare un sospiro di sollievo e continuare a lavorare per il ns. progetto. Intanto i lavori della sede andavano avanti e grazie ai proventi che arrivavo dal turismo riuscimmo a realizzarla al completo. Per questo ringrazio anche la Ditta Pastori che ci ha sempre aiutato.La costruzione del deposito locomotive alla fine, si dimostrò un grande aiuto. Decine di camion di terra di riporto furono scaricati su quella parte del terreno più in basso di quasi cinque metri. Ci aiutò moltissimo la Compagnia Portuale con la quale avevamo un rapporto fraterno. Avevamo ospitato I Portuali quando, per lavori di ristrutturazione, non avevano più la Sede. La CPC ci mandò per moltissimi giorni una ruspa che provvide a spianare il terreno e renderlo così come è ora. Merita un grande grazie l’allora presidente Poggi Ivano. Mentre il settore turismo continuava a fruttare notevoli risorse, avevamo stipulato un accordo con un gruppo tennis locale in base al quale ci fornivano i fondi per realizzare i due campi da tennis a fianco della sede in cambio del pagamento di una quota ridotta ed agevolazione nelle prenotazioni, il tutto per la durata di nove anni .Quando inaugurammo la nuova sede con grande partecipazione dei Soci e del Direttore Compartimentale Ing. Mori,  ci si presentò il problema della gestione dei tre campi da tennis  e del Bar annesso. Ci aiutò moltissimo Corrao Antonio , ferroviere, che si dimostrò ottimo per la manutenzione degli impianti e nella gestione degli stessi ed  anche per la gestione del Bar .Per poter proseguire con i lavori del campo di calcio e calcetto dovevamo risolvere il problema della scarpata lato ferrovia. L’Ing. D’Alessio che nel frattempo era stato promosso Capo del Servizio Lavori, vale a dire uno dei posti più importanti delle FS, disse che la scarpata presentava pericolo di frana versi i binari. Dispose immediatamente l’appalto per la costruzione del muro di cemento di contenimento  che fu realizzato in brevissimo tempo dalla ditta Pastori .Sempre grazie ai fondi derivanti dal turismo, riuscimmo a realizzare prima il campo di calcetto e poi il campo di calcio .Grande aiuto ci fu dato dai ferrovieri distaccati e volontari il primo in assoluto Novellini Elmo ex macchinista. Si rivelò grandissimo collaboratore quando gli affidammo la gestione dello stabilimento balneare. Elmo era capace di fare di tutto, dall’elettricista, al meccanico al falegname non c’era cosa in che non riusciva a riparare. Altri colleghi furono Mancini, Cangini, Sansolini ed altri di cui non ricordo il nome ed ai quali chiedo scusa. Nel 1985 fummo in grado di stanziare una notevole cifra per il settore sportivo e parti così  la scuola di calcio. Comprammo divise e borse. Il costo per quell’anno fu di circa quaranta milioni. Tutti provenienti del turismo. Ricordo che il Consigliere allo sport era Bramucci, e gli allenatori ROSSI e BIFERALI più due postini Bianchini ed un altro di cui non ricordo il nome. Alla fine della stagione ci trovammo tuttavia con un gruppo completamente diviso in due. Come Consiglio decidemmo di cambiare l’organigramma nominando nuovo Consigliere allo sport Borgi Alberto e cercando nuovi allenatori per riportare l’armonia nel gruppo. Borgi fece un ottimo lavoro e rimase Consigliere allo Sport   per altri e due mandati fino al 2000 quando fu rinnovato il consiglio del DLF. Durante questo periodo abbiamo avuto il piacere di vedere un ns giocatore Blasi passare alla Roma dalla quale abbiamo avuto un premio di preparazione di circa sette milioni e mezzo. Il Consigliere Bramucci fu spostato dallo sport a coordinatore dei lavori presso la nuova sede. Borgi fu particolarmente prezioso  nella ricerca del tipo di terra del campo di calcio in quanto la precedente si era dimostra solo terriccio che il vento trasportava in ogni dove. A forza di cercare trovò una cava nel viterbese che ci forni un ottimo manto. Il gruppo della sezione turistica, colonna portante del sodalizio senza la quale non si sarebbe potuto realizzare nulla, era intanto formato dal sottoscritto per tutta la programmazione, Renato Di Carlo supervisore, dalla signora Antonietta Grunco, da Teglia e Martorella. Pallotti era un mago del computer e con la sua collaborazione informatizzammo il settore. A fianco del gruppo Ricciardi Riccardo che si occupava di tutte le questioni fiscali. Nei suoi confronti del quale nutro fraterna gratitudine per avermi permesso di lavorare in tranquillità per venticinque anni, ed il Cassiere Peppe Manna che aveva sostituito Guiducci Franco purtroppo deceduto. Infine i cosi detti camminatori, Romagnoli Silvio prima e Taranta e Nicolai dopo. E’ da tener presente che intanto l’attività si era ampliata. Civitavecchia, città marittima, pubblicava anche un buon libretto con offerte per le settimane bianche e soggiorni nelle località alpine. Ci fu un momento in cui si collegarono con noi i dopolavori di Venezia, Salerno e Benevento. Ricordo che il movimento finanziario di quel periodo fu di circa tre miliardi e mezzo. Pensare che il bilancio del Cassiere Ferrari al nostro arrivo al DLF era di circa seimila lire. Tutto questo lavoro ci permise di abbellire la nuova sede. Pavimentare tutto intorno alla sede, fare un piccolo parco giochi per bambini e svolgere tutta l’attività sportiva che costava parecchi milioni l’anno. Non dimenticammo neanche la periferia, costruendo campi di bocce a Tarquinia, Montalto ed Orbetello. Provammo anche a realizzare un campo da tennis a Ladispoli. Ci andò invece male a Santa Marinella, dove, non appena spianato il terreno a nostra disposizione fui denunciato per costruzione abusiva di campo da tennis. Mi toccò presentarmi in Tribunale alla sbarra, fortunatamente il giudice mi assolse. Tra varie attività a carattere locale, vista l’armonia esistente tra noi del DLF, Portuali, Postelegrafonici e Elettrici demmo vita all’INTERCRAL, società dedicata al nuoto. Ad organizzare dal punto di vista tecnico le cose pensarono Lorenzo Villani e Ivo Flores, certamente tra i più competenti in materia. Fu eletto presidente Arcadi Ercole poi dopo due anni fui eletto il sottoscritto. L’attività della nuova società incontrò il favore dei ragazzi ed in poco tempo riuscimmo ad organizzare numerosi gruppi anche se avevamo pochi spazi disponibili nella piscina Comunale. Ho lasciato per ultimo, ma non per scarsa importanza, la festa del Natale del Pensionato. La istituzione di tale festa ci permise per anni, in occasione delle feste natalizie, di ritrovare i vecchi amici e di passare insieme a loro, alcune ore in letizia. Probabilmente, senza tale cerimonia, non li avremmo più rivisti. Alla fine del mandato, piantammo i fiori nei vasi sul muretto di ingresso della nuova sede. L ‘ILLUSIONE era stata completata. Feci i miei migliori al nuovo presidente lasciandogli anche in cassa, circa settanta milioni .
Questa è la vera storia del DLF CIVITAVECCHIA e della costruzione del suo centro sportivo, che non fu opera voluta dall’azienda ma bensì il frutto oscuro e silenzioso di un gruppo di persone.
Morucci Fioravante.